L’intera Collezione Panza è un affare di coppia. Quando Giovanna e io scopriamo le opere di un nuovo artista, guardo mia moglie e lei guarda me. Capisco dai suoi occhi se vuole comprare o no. Tra me e lei, è una questione di sguardi…

ESORDI Anni '50 Anni '60 Anni '70 Anni '80 Anni '90 Anni 2000 Dal 2011 Approfondisci

1970

Nel biennio  1970-1972 si ampia il nucleo d’arte concettuale che in Europa è supportata principalmente dai galleristi tedeschi Heiner Friedrich (Colonia e Monaco), Konrad Fischer (Düsseldorf) e dall’italiano Gian Enzo Sperone (Milano e Torino).

Interessato alla relazione tra oggetto, linguaggio e immagine, Giuseppe acquisisce numerosi lavori di Kosuth, includendo in raccolta opere-chiave della sua produzione quali Titled (Art as Idea as Idea) [Paint], 1966 e in seguito The Tenth Investigation. Proposition 4, 1974.

Segue con crescente interesse gli sviluppi della fotografia concettuale attraverso i Duration e Location Pieces (1968 - 70) di Douglas Huebler, le progressioni crono-fotografiche di Jan Dibbets e di Fulton.

In questi anni sono acquisiti i disegni con serie numeriche di Hanne Darboven e i lavori sul tempo (Today series) di On Kawara. Accanto alle ricerche di Barry sulla dematerializzazione della parola, intraprende dal 1971 conversazioni filosofiche con Ian Wilson che proseguiranno nel corso del tempo.

Le declinazioni del Concettuale si estendono anche agli artisti italiani Maurizio Mochetti, Vincenzo Agnetti, Pierpaolo Calzolari, Cioni Carpi e Lucio Pozzi.

Assieme alle opere Minimal di grande formato, dagli inizi degli anni ’70 i Panza s’interessano alle dimensioni contenute dei lavori di Joel Shapiro.

In questo periodo, vengono a conoscenza dell’attività svolta dalla Ace Gallery di Douglas Chrismas (Los Angeles e New York) sulla neo-avanguardia statunitense.

Sulla rivista Art in America è pubblicato l’articolo di Trini At Home with Art: The Villa of Count Giuseppe Panza di Biumo (settembre - ottobre 1970), il primo a richiamare la raccolta all’attenzione di stampa e pubblico internazionali.

Visita alla personale di Irwin presso il Museum of Modern Art di New York (24 ottobre 1970 - 16 febbraio 1971), dove è eseguito uno dei primi Scrim pieces dell’artista americano.

1971

A seguito della personale presso la galleria Sperone di Torino nel giugno 1971, i Panza iniziano a collezionare l’astrazione radicale di Brice Marden; la ricerca sul minimalismo pittorico si sarebbe estesa anche a Robert Mangold con un consistente corpus di dipinti eseguiti dal 1966 al 1974.

Nel 1971 è completata la Rothko Chapel a Houston (Texas), commissionata da John e Dominique de Menil, che i Panza avrebbero spesso visitato considerandola la Cappella Sistina del XX secolo.

Entro il 1972 si conclude il restauro al piano terreno dell’ala dei Rustici della villa di Biumo, luogo privato in cui l’esposizione dell’arte aveva richiamato dagli anni ’60 un crescente pubblico di critici, collezionisti, curatori, artisti e appassionati d’arte internazionali.

Nelle Scuderie, edificate nell’Ottocento da Luigi Canonica, Giuseppe dedica ambienti ai singoli artisti (Judd, Serra, Nauman) e al complesso delle strutture Minimaliste, creando uno dei primi allestimenti d’arte americana d’avanguardia in un’architettura storica.

1973

Viaggio a Los Angeles, dove Giuseppe e Giovanna sono profondamente coinvolti dalle interazioni tra arte e tecnologia, percezione psichica e sensoriale negli interventi e progetti ambientali di Robert Irwin, James Turrell, Eric Orr, Doug Wheeler e Maria Nordman, ricondotti dalla critica al movimento Light & Space.

Durante il soggiorno, sorvolano in aereo con Turrell il Roden Crater, il suo progetto nel Painted Desert (Arizona), e visitano alcuni interventi di Land Art; nello studio dell’artista a Santa Monica sono testimoni dei Mendota Stoppages (1969-1974), oggi non più esistenti.

Dal 1973 al 1977 i collezionisti, divenuti ormai committenti, mettono a disposizione degli artisti alcuni ambienti della Villa di Biumo: ai lavori site-conditioned di Irwin (Varese Portal Room; Varese Scrim; Varese Window Room) si affiancano nei Rustici gli interventi site-specific di Turrell (Lunette; Skyspace I; Virga) e nella rimessa delle carrozze Varese Room di Maria Nordman.

1974

I lunghi periodi trascorsi da Turrell nella villa, a partire dal 1974, avrebbero dato vita ad alcuni disegni progettuali commissionati dai Panza, tra cui Space Chapel (1977).

Dal 1974 giunge a Biumo Sol LeWitt per eseguire Wall drawing #146 (1972) nel suggestivo spazio della Scuderia grande, il primo di una serie di disegni murali negli ambienti della villa, rimasti in loco fino all’acquisizione da parte del Guggenheim (1990-92).

Giuseppe elabora l’Environmental Art Museum, pubblicato sulle riviste Data e Domus (estate 1974) e accompagnato da un testo critico sull’arte ambientale, che avvia alla sua produzione progettuale con piani per musei e allestimenti.

Dal 1973 intraprende trattative con istituzioni museali internazionali e italiane per esposizioni temporanee e permanenti di nuclei di opere con l’obiettivo di rendere pubblica la collezione. Tra queste: Van Abbemuseum di Eindhoven, Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen di Düsseldorf e il futuro Museum Abteiberg di Mönchengladbach (con cui finalizza accordi nel 1974-75),
Kunstmuseum di Basilea.

Esportazione in Svizzera delle 80 opere della prima collezione, in seguito acquisite dal Museum of Contemporary Art - MOCA di Los Angeles, in vista del prestito a lungo termine ai musei tedeschi.

Giuseppe visita la personale di Eric Orr presso la Cirrus Gallery di Los Angeles (4 - 30 ottobre 1974), dove l’esperienza psicofisica di Zero Mass (1972-1973), progetto che avrebbe acquistato, gli suscita una profonda impressione.

È istituita dai mecenati Heiner Friedrich e Philippa de Menil la Dia Art Foundation (New York, 1974), allo scopo di finanziare progetti site-specific e di Land Art. Nominato membro del comitato consultivo, Giuseppe avrebbe contribuito alla fase progettuale del Roden Crater e alla realizzazione del The Lightning Field di Walter De Maria (1977).

1975

Incontro con l’antropologo e artista Richard Nonas a New York (1975).

Art Minimal: Donald Judd, Robert Morris, Carl Andre. Collection Giuseppe Panza di Biumo al Musée d’Art et d’Histoire di Ginevra, presenta alcuni dei lavori di grande formato esposti a rotazione (4 dicembre 1975 - 3 giugno 1976).

In questo periodo la raccolta ammonta a circa 650 lavori.

1976

Interruzione degli acquisti (1976-1987).

La collezione è inclusa nella serie di mostre Collectors of the Seventies (1975-1976), organizzata dall’Institute for Art and Urban Resources (IAUR) presso la Clocktower Gallery di New York. Tra i collezionisti della neo-avanguardia annovera Dorothy e Herbert Vogel, Stanley Marsh e Hanns Sohm. Part V: Dr. Giuseppe Panza di Biumo (15 maggio - 25 giugno 1976).

Sezione Arte Ambientale ordinata da Giuseppe all’interno dell’esposizione Europa America. L’astrazione determinata, 1960-1976 a cura di Flavio Caroli, Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Bologna (maggio - settembre 1976).

La sezione Ambiente Arte curata da Celant per la XXXVII Biennale di Venezia espone interventi di artisti presenti in collezione come Irwin, Nordman e Wheeler (18 luglio - 10 ottobre 1976).

Dal 1976 al 1984 il collezionista elabora una serie di progetti e piani di recupero per adibire edifici storici italiani a musei d’arte con opere dalla raccolta, tra questi: la Villa medicea di Poggio a Caiano, Cascina Taverna al Parco Forlanini e Villa Scheibler a Quarto Oggiaro (MI), il Castello di Rivoli, la Reggia di Venaria Reale a Torino, Villa Doria Pamphilj a Roma e il Castello di Vigevano.

L'approvazione della legge valutaria (n. 159, 1976) sui capitali all'estero impone ai Panza due alternative per le opere esportate nel 1974: rientro in Italia con tassazione sul corrente valore di mercato oppure vendita e deposito del denaro nel paese. Il collezionista chiede l'esonero dall'obbligo del rientro, a causa dell'accordo con il museo di Düsseldorf, che non è concesso ed è denunciato al Tribunale di Roma. Il processo si svolge nel novembre 1982 e si conclude con l'assoluzione, ma è imposto ai colllezionisti l'obbligo di vendita oppure il rientro delle opere in Italia.

1977

Nel 1977 è installato con la supervisione di Dan Flavin Varese Corridor (1976), unico suo intervento site-specific nei Rustici della Villa di Biumo; attorno ad esso si sarebbero sviluppate le stanze predisposte per ciascun neon fluorescente che avrebbero incluso lavori decisivi nel percorso dell’artista, quali Monument for those who have been killed in ambush (to P.K. who reminded me about death), 1966.

1978

Con il servizio apparso su Casa Vogue (febbraio 1978) ha inizio la collaborazione e amicizia con il fotografo Giorgio Colombo che avrebbe documentato la collezione nel corso del tempo.

Dal 1978 è offerta in dono la villa Menafoglio Litta Panza alla Regione Lombardia, ulteriori trattative saranno intraprese con il Comune e la Provincia di Varese.

1979

Nell’intervento How a museum of contemporary art should be alla conferenza del CIMAM Pour une architecture des musées d’art moderne (Parigi, 24 - 29 settembre), il collezionista espone la sua proposta teoretica e pragmatica in merito ad architettura e allestimento museali.

La passione di Giuseppe per i memento mori lo porta entro questa data a riunire un nucleo di sculture principalmente barocche e giapponesi del XIX secolo.

Presso la Kunsthalle di Berna ha luogo l’esposizione Skulptur: Matisse, Giacometti, Judd, Flavin, Andre, Long (agosto - settembre 1979) con un cospicuo prestito di opere dalla raccolta.

Visita allo studio dello scultore Martin Puryear a Chicago, di cui i Panza avrebbero collezionato un totale di cinque lavori.