L’intera Collezione Panza è un affare di coppia. Quando Giovanna e io scopriamo le opere di un nuovo artista, guardo mia moglie e lei guarda me. Capisco dai suoi occhi se vuole comprare o no. Tra me e lei, è una questione di sguardi…

ESORDI Anni '50 Anni '60 Anni '70 Anni '80 Anni '90 Anni 2000 Dal 2011 Approfondisci

1960

Durante il soggiorno a New York (autunno), Giuseppe incontra Rauschenberg e il loro rapporto durerà tutta la vita; visita lo studio di Rothko, episodio importante nello sviluppo della raccolta, dove apprende i criteri di illuminazione ed esposizione dei dipinti. Assieme a Barnett Newman si reca nell’appartamento del collezionista Ben Heller a Manhattan, tra i primi a esporre opere dell’Espressionismo Astratto. Conosce Marcel Duchamp, frequentato anche a Milano e a Varese (1962; 1963), figura chiave per il prossimo apprezzamento dell’arte concettuale.

Primi acquisti di arte tradizionale africana e pre-colombiana dal mercante e conoscitore Franco Monti, in concomitanza con l’esposizione Arte precolombiana presso la Galleria dell’Ariete di Milano (dal 14 dicembre).

1961

Opere di Fautrier, Kline e Rothko sono esposte all’importante rassegna sul collezionismo La pittura moderna straniera nelle collezioni private italiane, curata da Franco Russoli e Giuseppe Marchiori presso la Galleria Civica d’Arte Moderna di Torino (4 marzo - 9 aprile 1961).

A New York (1961) e in occasione della Biennale di Venezia (1962) i Panza scoprono la Pop Art agli esordi per merito di Castelli e Ileana Sonnabend.

1962

Dopo la prima installazione del The Store (1961-62) di Claes Oldenburg alla collettiva Environments, Situations, Spaces presso la Martha Jackson Gallery nel maggio 1961, Giuseppe visita la seconda versione allestita nella vetrina e studio dell’artista (dicembre) con pezzi confluiti alla personale organizzata dalla Green Gallery (settembre 1962), dove acquista oggetti appartenenti alle diverse fasi del lavoro.

Al cospicuo nucleo di opere di James Rosenquist (dal 1962), di cui visita lo studio in Downtown, seguono le pitture di Roy Lichtenstein (1963). Sunbathers on Rooftop, 1963-67 e Man in the Armchair, 1969 di George Segal entreranno in collezione nel 1973.

1964

La XXXII Biennale di Venezia (20 giugno - 18 ottobre) celebra il riconoscimento internazionale della Pop Art e l’opera di Rauschenberg, premiato quale migliore artista straniero. Dalla raccolta Panza sono esposti i suoi Untitled Combine (1955), Factum I (1957) e Gift for Apollo (1959).

Negli anni 1960-1964 i coniugi selezionano le opere del periodo formativo e riuniscono la prima parte della collezione con circa 80 lavori di Informale europeo, Espressionismo astratto, Neo Dada e Pop Art.

Breve interruzione degli acquisti (1964 - 1965).

1966

La ripresa dell’attività collezionistica è segnata dalle strutture in vetroresina di Robert Morris (galleria Virginia Dwan, New York) e dalle lampade fluorescenti di Dan Flavin, esposte alla prima personale italiana curata da Tommaso Trini (galleria Gian Enzo Sperone, Milano, 14 febbraio - 15 marzo 1967).

Tra le prime immagini della raccolta nella Villa di Biumo, le fotografie di Mulas testimoniano il vissuto quotidiano della famiglia con l’arte e gli allestimenti ideati da Giuseppe (dall’Espressionismo Astratto alle opere Minimaliste), restituendo un iconico ritratto del collezionista (Vogue Italia, 1966; Domus, 1968).

1967

Presso la Galerie Ileana Sonnabend di Parigi ha luogo la personale di Larry Bell (novembre 1967), di cui è acquisito il cubo in cristallo Light Brown Box (1968); i Panza ottengono informazioni preliminari sulla scena artistica californiana.

1968

La nuova sede della Galleria San Fedele di Milano è inaugurata con le opere di Rauschenberg, Tàpies, Kline, Fautrier, Rothko e Oldenburg (gennaio). Sin dagli anni ’50, Giuseppe e Giovanna sono tra i principali interlocutori del centro culturale; la lunga collaborazione avrebbe prodotto numerose esposizioni di artisti in collezione, tra i quali Robert Barry (1971) Robert Ryman (1973) Richard Nonas (1976) e di recente Alfonso Fratteggiani Bianchi (2001), Lawrence Carroll (2004) e Max Cole (2006).

Il soggiorno newyorkese di quest’anno amplia le prospettive della collezione.

Con la personale di Bruce Nauman organizzata dalla Leo Castelli Gallery (27 gennaio - 17 febbraio) ha inizio l’interesse per le sculture degli esordi e i seguenti interventi ambientali dell’artista, alcuni dei quali sono installati a Biumo nei primi anni ’70 (Performance Corridor, 1969; Pink and Yellow Light Corridor (Variable Lights), 1972).

In occasione della personale alla Pace Gallery (15 marzo - 11 aprile) Giuseppe conosce Robert Irwin, di cui avrebbe acquisito il primo Disc (1966-1967), che lo mette al corrente delle emergenti ricerche del Light & Space.

Presso il promotore e gallerista dell’arte concettuale Seth Siegelaub, vede per la prima volta le opere dei giovani artisti, acquisite dal biennio seguente: Lawrence Weiner, Robert Barry, Sol LeWitt, Douglas Huebler e Joseph Kosuth che incontra e al quale rimarrà legato da una lunga amicizia.

Il gallerista John Weber, figura determinante assieme a Castelli per il nucleo di acquisizione Minimal, lo introduce all’opera di Carl Andre e all’astrazione pittorica di Robert Ryman, di cui visita lo studio, e di Brice Marden.

Daniel Buren giunge a Biumo per eseguire a secondo piano della Villa White and Green Papers Collage (dicembre), tornandovi nel 1976 per realizzare di nuovo l’intervento.

Dalla fine degli anni ‘60 Giuseppe stringe amicizia con i critici italiani Tommaso Trini e Germano Celant.

1969

I collezionisti scoprono l’opera di Richard Serra e acquistano i lavori processuali creati dal 1966 al 1969, integrati negli anni Settanta con le grandi sculture in acciaio come One Cut Bisected Corners (1973).

La mostra Live in your Head: When Attitudes Become Form (22 marzo - 27 aprile) curata da Harald Szeemann presso la Kunsthalle di Berna, è visitata da Giuseppe e Giovanna che prestano Belts (1966-67) di Richard Serra.

Prosegue la raccolta di arte Minimal che include strutture geometriche, disegni progettuali e certificati per la fabbricazione delle opere di Donald Judd, con un insieme di circa 30 lavori acquistati in prevalenza da Leo Castelli entro il 1973, di Andre (di cui sono rappresentate le evoluzioni dei Floor Pieces) e nuovi lavori di Flavin e Morris.

Prima personale italiana di Ryman a Milano presso la galleria Françoise Lambert (dicembre), dove sono acquistate alcune opere; la passione per la produzione dell’artista avrebbe portato la coppia a riunire entro il 1974 importanti cicli pittorici come Standard (1967) e Classico (1968).

Iniziano ad acquisire i lavori sul linguaggio di Weiner, focalizzandosi sugli Statements e assemblandone un esteso gruppo entro il 1972.

Tra la fine degli anni ’60 e la prima metà dei ’70 entrano in collezione diverse opere prodotte da artisti inglesi, in gran parte acquisite dalla Lisson Gallery di Londra: dagli interventi del land artist Richard Long, all’astrazione pittorico-concettuale di Bob Law, Peter Joseph e Alan Charlton, ai disegni murali di David Tremlett, fino al Concettualismo di Hamish Fulton e di Art & Language.